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La fiera delle vanità
Diritti umani in Cina: interessa davvero a qualcuno? Bush, Putin e Sarkozy hanno certificato il nuovo status di potenza mondiale del Dragone.
La Cina continua ad essere un regime autoritario. Lo era nel 2001, quando le Olimpiadi vennero assegnate, lo è oggi, che delle Olimpiadi non rimangono che pochi giorni. Olimpiadi sontuose come non mai. La cifra stanziata dal Partito Comunista per celebrare il ritorno della Cina nel novero delle grandi nazioni è ovviamente top-secret. Si stima comunque che tra infrastrutture e realizzazione degli impianti in 7 anni siano stati spesi 37 miliardi di euro. Si, tornate indietro, rileggete con calma. Fatto? Proprio 37 miliardi. Più o meno la manovra varata in 9 minuti da Tremonti un mesetto fa.
Nessun Paese al mondo si sarebbe potuto permettere una cifra del genere, ma il Dragone con la falce e martello non ha di questi problemi: la fabbrica del mondo ha una montagna di denaro in valuta pregiata da investire, ed il Partito Comunista aveva bisogno di una celebrazione in grande stile.
L' Olimpiade in effetti, lungi dall'aver prestato aiuto alla causa dei diritti umani, è stata una pantagruelica orgia di autocelebrazione per il Partito, l'epifania del successo del regime sbattuto in faccia ad 1 miliardo e 300 milioni di cinesi ed al mondo intero.
È tutto da dimostrare, poi, che alla Cina interessi l'opinione del mondo intero. La questione tibetana, scoppiata in tutta la sua virulenza in Marzo, dovrebbe aver insegnato che a Hu Jintao del pensiero dell'opinione pubblica di San Francisco, Roma o Stoccolma interessa come del risultato dell'ultima amichevole del Frosinone.
L'unica cosa che stesse realmente a cuore al Presidente cinese era che George W. Bush apponesse timbro e firma sull'attestato di Nuova Grande Potenza Mondiale della Cina con la sua presenza alla cerimonia d'apertura. E se adesso a New York e Los Angeles il vecchio attivista per i diritti civili che si esaltava con Kennedy e adesso adora Obama ha un travaso di bile pensando ai monaci tibetani in carcere... beh, è semplicemente ininfluente.
L'8 agosto sugli spalti sedevano anche Putin e Sarkozy, in qualità di Presidente di turno dell'Unione Europea. In osservanza dello spirito olimpico Putin ha voluto informare a quattr'occhi l'amico George dell'invasione russa in Georgia. Insomma, sarà vero che la Cina non pare aver pienamente colto l'essenza del messaggio olimpico, ma non è che gli altri si siano prodigati più di tanto.




Io mi domando anche come
Io mi domando anche come faccia qualcuno a definirsi fascista, ma ce ne sono ancora tanti e alcuni, che fino a poco fa non disdegnavano il saluto romano, sono attualmente al governo.
C'è una differenza fondamentale tra fascismo e comunismo, comunque.
Il fascismo nasce "sul campo" e poi viene teorizzato da Giovanni Gentile: è solo quello e nel momento in cui ti definisci fascista strizzi l'occhio a Mussolini. Mussolini, Hitler, Lager.
Il comunismo, invece, ha origine ben prima delle dittature comuniste.
Al di là dello società utopiche-comuniste (durate poco) presenti anche nell'800, il comunismo viene teorizzato da Marx ed Engels nel 1848 ed è "pensato" come una rivoluzione dal basso che porti poi alla dittatura del proletariato; soprattutto, comunque, è pensato per i paesi industrializzati (ricordiamoci le condizioni della classe operaria nel 1848) e in particolare per l'Inghilterra.
Ad applicarlo, poi, sono stati paesi che l'industria l'avevano a malapena al momento della rivoluzione: Russia, Cina, Cuba - paesi, tutti, prevalentemente agricoli dove di proletariato come l'intendeva Marx quasi non ve n'era.
In tutti i casi quello che viene definito "Socialismo Reale" differisce come il giorno dalla notte dal comunismo teorizzato da Marx. Due esempi:
- La dittatura di un solo uomo nel socialismo reale, contro quella del proletariato nel comunismo;
- Il comunismo a livello mondiale nel manifesto; laddove la morte di Troskij fu dovuta anche al fatto che Stalin non era interessato affatto a questa dimensione "mondiale" ma a una dittatura personale dentro i confini dell'URSS.
Basta leggere il Manifesto (Libro) per capire come il termine "comunismo" venga abusato.
Perciò distinguiamo e cerchiamo di capire. Non necessariamente chi si definisce comunista approva quanto fece Stalin che, anzi, era tutt'altro che comunista così come non è comunista il presidente [dittatore] cinese; entrambi sono catalogabili come dittatori sanguinari che attraverso un capitalismo di stato sfruttano il popolo e ne ledono i diritti.
La Cina, insomma, è comunista solo sulla carta; la Cina sfrutta il proletariato per i propri interessi ed è ben lungi dall'averlo al potere.
Scusate l'OT.
Fascismo o Comunismo non fà
Fascismo o Comunismo non fà differenza, una dittatura è una dittatura e tale resta.
In entrambi i casi vengono ristrette delle libertà, ci sono soprusi ecc.
Non importa il pensiero politico della dittatura per renderla differete l'una dall'altra e non importa il nostro pensiero politico per dire che in Cina, Iran e Turchia vengono meno i BASILARI diritti umani, è sotto gli occhi di tutti.
Io mi domando -da un po'-
Io mi domando -da un po'- come fanno molti italiani a continuare ad essere fieri di ritenersi comunisti, di esibire con orgoglio il pugno chiuso e di ostentare in ogni momento il simbolo della falce e martello...forse non hanno idea di cosa significhi vivere nel comunismo...di quanti orrori crimini soprusi si celino dietro quella bandiera e di quanta falsità e ipocrisia stanno dietro a nobili ideali solo in apparenza. Eppure i nostri nonni si ricordano bene cosa volesse dire il termine dittatura. Anche se era della parte opposta, il risultato non cambia.
mhà.
Innanzitutto salve a tutti
Innanzitutto salve a tutti :)
Caro Luca, a me del buddismo e del Dalai Lama interessa poco e nulla, essendo io agnostica e felice di esserlo.
Ma credo che una nazione che non rispetti i diritti umani - non solo quelli dei tibetani, anche quelli dei suoi stessi cittadini - le olimpiadi non dovrebbe vedersele assegnare a prescindere, proprio per una questione di coerenza.
Le olimpiadi, esaltazione dello sport, dovrebbero essere un simbolo della pace universale; mi domando come possiamo mettere questo messaggio nelle mani di un regime sanguinario, dove chi osa protestare viene preso e incarcerato e le esecuzioni capitali - anche per motivi "futili" - sono all'ordine del giorno.
Allora il punto non è più "difendiamo il buddismo", ma "difendiamo la libertà di culto" e più in generale "difendiamo la libertà di opinione e la libertà nel suo significato più ampio". Perché a te il buddismo può sembrare un'idiozia e il Dalai Lama un ciarlatano, ma ciò non toglie che chi vuole seguire questa corrente (filosofica più che religiosa) debba essere libero di farlo senza venire perseguitato. Quanto al marcio, è ovunque: sia dia un'occhiatina alla storia della Chiesa Cattolica.
I medagliati d'oro della Cina non sono atleti, sono automi che vengono presi da bimbetti e sottoposti ad allenamenti per cui in Italia interverrebbero i Servizi Sociali, finché non diventano perfetti come macchine. Mi domando come si assegnino le olimpiadi a chi ha una concezione dello sport così perversa.
Altrimenti, se il rispetto dei basilari diritti umani non conta più nulla, mi aspetto che le prossime olimpiadi vengano assegnate all'Iran.
Perchè prorpio l'Iran? Se
Perchè prorpio l'Iran? Se la mettiamo è in lizza anche la Turchia...
Se poi vogliamo cogliere il "messaggio di pace" olimpico: durante le olimpiadi non si dovrebbero fermare tutte le guerre?? La russia ne ha iniziata una 5 minuti dopo la cerimonia di apertura.
E perché no? Anche in Iran
E perché no? Anche in Iran c'è tanta brava gente, non sono tutti talebani.
E anche in Cina. Ma ovvio, le persone infarcite di luoghi comuni vedono tutto bianco o tutto nero, se il governo è autoritario quelli che hanno successo saranno automi (!!!!!) e quelli che non ne hanno sarà per la paura del carcere. Nel novero dei Paesi autoritari avrai sicuramente inserito anche il Giappone, visto che i metodi di allenamento non differiscono molto da quelli cinesi. Fa niente se hanno culture diverse dalla nostra, che siamo sempre pronti a giustificare i fallimenti con sfortune e avversità varie (vedi nazionale calcio). E' più facile criticare in toto paesi che si conoscono solo per sentito dire.
Sono pienamente d'accordo sulla necessità di rispettare i diritti umani, ma devono farlo per primi i Paesi che si considerano i più civili... e non solo quando fa comodo per dar lustro alla propria immagine.
Perché non l'Iran? Perché
Perché non l'Iran? Perché il governo non rispetta i diritti umani, prima di tutti quelli delle donne. Sì, effettivamente io vedo bianco o nero quando si tratta di regimi che violano i diritti umani della gente, mi dispiace non poterli giustificarli perché il Water Cube o il Bird's Nest sono molto belli...
Ci sono brave persone? Certamente, come c'erano brave persone nella Spagna di Franco che però, in quanto dittatura, inizialmente non venne ammessa in Europa.
Vuoi le olimpiadi o vuoi, comunque (come nel caso della Turchia) essere riconosciuta e ammessa in un'organizzazione quale la Comunità Europea? Ottimo, rispetta per prima cosa i diritti umani, altrimenti non otterrai mai niente.
Forse non avete ben presente il tenore della violazione di diritti che c'è in Cina.
Se fossimo in Cina, per esempio, questo blog non esisterebbe e chi ha redatto l'articolo, per aver contestato il regime, verrebbe preso e arrestato.
Sono convintissima che ci siano tante ottime persone tra i cinesi e gli iraniani ma proprio PER QUESTE BRAVE PERSONE non si può strizzare l'occhio a dittature e governi sanguinari, mai.
Perché sennò sapete che succede? Dando le Olimpiadi alla Cina, che da decenni viola i basilari diritti umani della sua gente, e non muovendo un dito nel momento in cui dal 2001 a oggi la situazione non è cambiata, in un certo senso "giustifichiamo" quello che viene fatto.
Passa il messaggio: "Sì, tu violi i diritti umani, ma sei una grande potenze economica e allora ce ne freghiamo".
Queste olimpiadi non portano nessun vantaggio alle brave persone che ci sono in Cina, visto che a tutt'oggi se vuoi protestare per qualcosa prima chiedi il permesso, poi al 99,9% ti viene negato e tu vieni arrestato. Queste olimpiadi sono solo una gigantesca autocelebrazione del regime di Pechino, che da domani continuerà a violare i diritti umani esattamente come ha fatto finora, ma con in più il tacito consenso del resto del mondo.
Non è diverso da Berlino '36, con la differenza che allora i mezzi di informazione non erano quelli di oggi; oggi, invece, sappiamo tutto e ce ne freghiamo, strizzando l'occhio a una dittatura che sta però entrando a grandi passi nel novero delle potenze mondiali.
Complimenti, grande spirito olimpico.
Passa il messaggio: "Sì, tu
Passa il messaggio: "Sì, tu violi i diritti umani, ma sei una grande potenze economica e allora ce ne freghiamo".
MADDAI? Che scopertona!!!!! Da dove vieni, dal paese degli orsetti del cuore e dei minipony?
Carissima Federica,
Carissima Federica, finalmente qualcuno che la pensa come me.
Certo però che se non la smettiamo di fare polemica e continuamo a dare contro i paesi stranieri ci accuseranno di essere fascisti.
Comunque sono sempre stato contro il boicottaggio delle olimpiadi per rispetto agli atleti degli sport "minori", ossi quelli che si fanno il mazzo "maggiore" per stipendi "miseri"; ma questi giochi andavano fatti altrove!!!
Oggettivamente gli unici che
Oggettivamente gli unici che hanno colto il senso del messaggio olimpico sono gli atelti degli sport minori che si fanno un mazzo così (tanto per tornare al discorso della nazionale di calcio che vola in business).
E poi non è una novità che in Cina non sia cambiato nulla, a me viene da chiedermi una cosa: se il CIO voleva che la Cina cominciasse a rispettare i diritti umani perchè non hanno bocciato la candidatura di Pechino dicendo "riprovate quando sarete più civili"???????
Because of $ MONEY $ MONEY $
Because of
$ MONEY $ MONEY $ MONEY! $
Ecco, l'avete detto: non è
Ecco, l'avete detto: non è che gli altri si siano prodigati più di tanto, quindi perché dovrebbero essere i Cinesi a crearsi scrupoli per la questione tibetana? Perché Richard Gere e altri vips sono diventati buddhisti per darsi un tono? Perché fa figo spendere 150 euro per pregare con il Dalai Lama? Si è parlato di boicottare le olimpiadi ma nessuno si sogna di boicottare i fiorenti affari con la Cina. Non è certo una novità, gli interessi economici sotterrano tutto il resto. Da sempre.
"Le autorità cinesi hanno
"Le autorità cinesi hanno condannato due anziane donne a trascorrere un anno in un campo di lavoro per aver chiesto di poter protestare durante i Giochi Olimpici, per essere state sfrattate dalle loro case di Pechino nel 2001. Stando a quanto riferito dal figlio di una delle due, Li Xuehui, le donne erano ancora nella loro abitazione tre giorni dopo aver ricevuto la notifica della sentenza, ma poste sotto osservazione da un gruppo di controllo del vicinato."
Questo è quello che giornalmente ci viene offerto dalla Cina.
Interessanti queste
Interessanti queste considerazioni politiche da un'altra persona che in Cina sicuramente mai ha messo piede ma che deve dire la sua non perdendo occasione per aggregarsi alla massa populista new age che trova molto chic prendere le difese del popolo Tibetano e dei poveri Cinesi oppressi, molto divertente, a quando la prossima puntata?
Quando si potranno fare delle analisi basandosi su elementi seri e studi storici in particolare per la situazione Tibetana senza mettersi al servizio dell'illuminato Dalai Lama o meglio CIA rep office in Cina?
Ciao Luca. Comprendo il tuo
Ciao Luca. Comprendo il tuo punto di vista, anche perché sono tra coloro i quali ritengono che la brutale distinzioni buoni-cattivi nella questione tibetana sia una semplificazione.
Fino all'invasione cinese del 1949 il Tibet era retto da una feroce teocrazia di carattere feudale. Ciò non toglie che quella cinese rimanga un'invasione e che i mezzi adottati per mantenere l'ordine nella provincia siano autoritari.
In sintesi con l'articolo volevo dire:
1. Alla Cina interessa poco o nulla l'opinione pubblica mondiale
2. L'opinione pubblica mondiale di cui sopra si duole per il Tibet fin quando è di moda, poi calerà il sipario sulle Olimpiadi e quindi sulla questione.