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L’ombra della censura sui Giochi
Le olimpiadi del silenzio: per andare a Pechino gli atleti della nazionale inglese dovranno sottoscrivere un documento che li obbliga al silenzio sui temi politici.
Quando nel 2001 la Cina ottenne l’assegnazione dei giochi olimpici, qualcuno storse la bocca, pensando alla drammatica situazione della democrazia e dei diritti umani nel Paese asiatico. Altri invece, più ottimisti, plaudirono alla scelta, sperando che l’enorme lente di ingrandimento rappresentata delle Olimpiadi 2008 avrebbe spinto le autorità di Pechino ad allentare la morsa sulla società.
Il colossale boom economico, lungi dal portare la democrazia com’era supposto da quegli studiosi con un bagaglio interpretativo troppo eurocentrico, ha rafforzato il potere del Partito Comunista. All’ideologia maoista si è sostituito un governo paternalista, che si dice confuciano, ergo precipuamente cinese, nella ricerca di armonia tra le varie componenti della società. I comunisti cinesi, insomma, hanno adesso lo scudo della crescita costante del 10% del PIL, che li difende dagli attacchi di chi vorrebbe un’apertura della Cina alla democrazia ed al rispetto dei diritti umani.
Wen Jiabao, il premier che tante speranze aveva suscitato nelle cancellerie occidentali, ha espressamente dichiarato che la Cina non è pronta alla democrazia. La democrazia sarebbe foriera di instabilità, instabilità che si tradurrebbe in crisi economica. Insomma: la democrazia agitata come uno spauracchio, un termine che i governanti cinesi vorrebbero legare indissolubilmente alla parola povertà, in un assioma che vede condannato per sempre il popolo cinese al dominio del Partito unico.
I più pessimisti hanno avuto ragione: le Olimpiadi non hanno portato nella Città Proibita nessun ripensamento sul controllo autoritario del Paese. Anzi, è di questi giorni la notizia che anche gli atleti della squadra inglese dovranno firmare un documento di 32 pagine per partecipare alla spedizione olimpica. In questo documento, firmato già dalle delegazioni di Belgio e Nuova Zelanda, si sancisce l’impossibilità per gli atleti di Sua Maestà di criticare il governo cinese. Il portavoce del comitato olimpico britannico ha confermato quanto riportato dalla stampa, affermando che “gli atleti prometteranno di non fare commenti su temi politicamente sensibili”. Un superbo esercizio linguistico insufficiente a sedare le polemiche in patria, e non solo.
Le Olimpiadi non sono il luogo deputato a dibattere i destini politici di una nazione, tantomeno del Paese che con ogni probabilità dominerà il prossimo secolo. Ma stabilire, a priori, che un cittadino europeo non possa esprimere la propria opinione da la misura di quanto la causa democratica non abbia tratto giovamento dall’assegnazione dei Giochi. Anzi, gli occidentali si fanno complici del governo di Pechino, tappando la bocca anche a quegli atleti che magari qualcosa da dire su temi politicamente sensibili ce l’avrebbero.




“Non sorprendetevi!!!
“Non sorprendetevi!!! Dall’otto agosto tutto è possibile!”. Ecco come la Rai pubblicizza le Olimpiadi di Pechino 2008.
Dal momento che dall’otto agosto tutto è possibile, io mi chiedo: sarà possibile che i giornalisti e tutti i responsabili che trasmettono le informazioni attraverso i media (nessuno escluso!), comincino a dare le informazioni importanti come si deve, invece di trattare di gossip e informazioni di “consumo” per intrattenere il pubblico e avere un alto numero di indice d’ascolto? Sarà possibile che questi cosiddetti giornalisti comincino finalmente a trattare con la dovuta attenzione la brutale persecuzione verso i praticanti Falun Dafa in Cina, perpetrata dal 20 luglio1999 dal Partito Comunista Cinese con al vertice l’ex-Presidente Jiang Zemin, fautore e primo responsabile, attraverso torture dilanianti che portano alla morte, lavaggi del cervello e stupri? Sarà possibile che venga riportato del commercio illegale d’organi, estratti da praticanti Falun Dafa vivi e poi bruciati nei forni crematori per eliminare le prove? Sarà possibile che venga riportato degli innumerevoli bambini rimasti orfani dopo le barbariche uccisioni dei genitori, anche essi sempre praticanti Falun Dafa? Sarà possibile che qualcuno dei media faccia sapere che proprio nel paese dove si celebrano le Olimpiadi di Pechino 2008, esistono migliaia di campi di concentramento ed organizzazioni come l’ “ufficio 6-10” ancora pienamente operanti, appositamente creati per torturare ed annientare i praticanti Falun Dafa??? Sarà possibile che i responsabili dell’informazione facciano notare che il vero spirito olimpico di fratellanza ed amicizia tra gli uomini ed i popoli e le Olimpiadi NON coesistono con i crimini contro l’umanità e i diritti umani commessi sia in passato che ORA dal Partito Comunista Cinese? Sarà possibile che i responsabili dell’informazione riportino dell’incremento della suddetta persecuzione in vista delle Olimpiadi di Pechino, per evitare che nessuno possa far conoscere la verità agli eventuali spettatori inconsapevoli?
Esempi palesi di media che sono stati pagati dal Partito Comunista Cinese sono numerosi. Ad esempio i motori di ricerca Google o Yahoo, pagati per mantenere censurate le informazioni vere, ricercate su internet dalla Cina sulla persecuzione contro i praticanti Falun Dafa (o Falun Gong, altro nome della stessa disciplina meditativa che insegna a praticare e a rispettare le tre virtù di Verità, Benevolenza, Tolleranza). Oppure il recentissimo taglio di trasmissione della rete televisiva satellitare NTDTV in Cina (New Tang Dynasty Television), capace di scavalcare il blocco di censura imposto dal PCC e di riportare le vere informazioni riguardanti i crimini commessi contro il popolo cinese e in particolare contro i praticanti Falun Dafa, l’unica opportunità per accedere alla verità per i cinesi che abitano in Cina, diabolicamente ingannati con false e calunnianti informazioni sulla Falun Dafa. Responsabile di tale taglio, il signor Giuliano Berretta, presidente di Eutelsat, come affermato da Reporters Without Borders (giornalisti senza frontiere) nel comunicato stampa del 10 Luglio intitolato “CINA: L'operatore satellitare europeo Eutelsat oscura la TV indipendente di lingua cinese NTDTV per accontentare Pechino” .
Le Olimpiadi estive del 1936 a Berlino furono utilizzate come strumento di propaganda dal Partito Nazista Tedesco. Ora invece le Olimpiadi di Pechino sono utilizzate come strumento di propaganda del Partito Comunista Cinese. Si potrà dire in futuro che nessuno lo sapeva? O sarà più corretto dire che si sapeva, ma è stato preferito il tacito assenso in cambio di favori economici, attuato da politici, dai responsabili dei maggiori media e dalle grandi compagnie imprenditoriali che fanno affari in Cina attraverso pseudo lavoratori o prigionieri illegalmente detenuti e sfruttati nei campi di lavoro?
Dov’è finito il vero ed originale Spirito Olimpico?
In questo senso quindi, non sono fatti di poca rilevanza riguardanti solo la Cina, i responsabili sono molti di più di quanto non si creda ed è un fenomeno che si è estende internazionalmente e tutti dovrebbero prestarvi la dovuta attenzione.
I praticanti Falun Gong hanno sempre manifestato pacificamente senza mai rispondere alla violenza con la violenza, persino in Cina, dove le condizioni sono terribili.
In Italia, come in tutto il mondo, si sono svolte delle importanti manifestazioni, oltre alle continue manifestazioni pacifiche nelle principali piazze e vie di cui, come al solito, non è stata data molta attenzione: la Torcia dei Diritti Umani e la Petizione Milioni di Firme 2008 promossa dalla CIPFG (Coalizione per Investigare sulla Persecuzione Falun Gong) che ha superato il milione di firme in pochi mesi.
Altro importante evento manifestatosi sia in Italia che nel resto del mondo (tranne che in Cina ovviamente), lo spettacolo Shen Yun – Chinese Spectacular con la compagnia Divine Performing Arts senza alcun elemento del PCC, che ha promosso la rinascita della magnifica cultura tradizionale cinese ed esposto i crimini contro il Falun Gong. Spettatore d’onore dello spettacolo, oltre a molti altri, la stella dell’A.C. Milan, Emerson .
Purtroppo, per i regolamenti di questo blog olimpico, non mi è consentito inserire link internet precisi delle fonti e degli approfondimenti sulle informazioni sopra citate, ecco perché mi devo limitare ad inserire le parole chiave e i siti principali da poter inserire nei motori di ricerca.
ninecommentaries.com
organharvestinvestigation.net (vedi anche sessione “multi media”, in particolare video intitolato “Chinese Olympic Lie – Unreported World”)
clearharmony.net (vedi su “italiano”, “materiale informativo in italiano” sulla destra)
The Epoch Times
cipfg.org
faluninfo.net
falunhr.org
ntdtv.com
soundofhope.org
Libro: Cina. Traffici di morte. Il commercio degli organi dei condannati a morte. Con DVD, 2008, 205 p., brossura, Cattanìa M. V.; Brandi T., ed. Guerini e Associati
Niccolò Perego, Noviglio (MI)
La persecuzione dei
La persecuzione dei praticanti della Falun Dafa in Cina, iniziata nel luglio 1999 e della quale pochi mezzi di comunicazione occidentali hanno riferito al pubblico, è una forma di malvagità impensabile e inaccetabile.
Nel 2001 il governo cinese aveva ricevuto l'onore di ospitare le Olimpiadi con la promessa che avrebbe migliorato la situazione dei diritti umani.
A poche settimane dall'inizio dei Giochi gli arresti e le morti dei praticanti della Falun Dafa in Cina si sono addirittura intensificati, rendendo il silenzio dei rappresentanti governativi sul tema ormai non prorogabile.
La Coalizione per Investigare la Persecuzione del Falun Gong ha svolto attività informativa in merito, promuovendo una petizione internazionale per fermare la persecuzione prima dell'inizio delle Olimpiadi. ( http://cipfg.org/ ) la petizione non ha obiettivi politici ma di creare una coscienza mondiale sul problema, permettendo ai firmatari di posizionarsi a favore della Falun Dafa.
altri siti utili
falundafa.org
faluninfo.net
clearharmony.net