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L’Esercito di Terracotta
Non solo Pechino 2008, la Cina è storia e cultura: l’esercito di Terracotta
Forse non tutti sanno, o magari lo sanno e se ne dimenticano, che la Cina non è soltanto la Nazione deputata ad accogliere le Olimpiadi 2008 o la patria degli involtini primavera, ma anche una terra con alle spalle una storia plurimillenaria e uno sbalorditivo bagaglio culturale. Fortunamente però, i resti materiali ci aiutano a ricordare : sono i resti di un tempo, per noi cosiddetti “moderni”, ormai lontano spiritualmente e cronologicamente.
Esempi delle vestigia di questa antica bellezza, un regalo che a volte la storia ci fa, sono i seimila soldati, conosciuti come l’esercito di terracotta, muniti di armi e carri che custodiscono eternamente il riposo del primo Imperatore cinese Ch’in Shih-huang-ti (258 – 210 a.C.).
Cavalli, fanti, arcieri, balestrieri, ufficiali, lancieri, mandarini, concubine e aurighi a grandezza naturale, realizzati con un realismo straordinario, difendono per sempre il sonno di un re che le fonti ci dipingono ossessionato dal timore della morte.
Si narra infatti che l’Imperatore trascorse gran parte della sua esistenza un dedicandosi sia alla costruzione della Grande Muraglia e della sua tomba, che vagando per terre sconosciute alla ricerca dell’elisir dell’immortalità.
Ironia della sorte, morì proprio durante uno di questi viaggi per cause naturali.
Con il senno di poi, nani sulle spalle di giganti, dobbiamo ringraziare la fobia di questo potente ma fragile sovrano che ha prodotto una delle più rilevanti scoperte archeologiche di tutti i tempi.
Il Mausoleo infatti occupa un’area di 56000 metri quadrati, si trova ad est della città di Xian ed è stato realizzato in oltre 10 anni di lavoro da più di 700.000 prigionieri. Ogni guerriero ha un peso di circa 200 Kg.
Rinvenuti negli Anni ’70 questi uomini ci trasmettono uno per uno espressioni diverse, nessuno è uguale all’altro, nei volti di pietra si scorge un’antica e aulica tristezza, suscitando anche un po’di invidia e un interrogativo : cosa lasceremo noi di tanto straordinario ai nostri posteri?



